Comune di Pogliano Milanese - Cenni Storici
Vai al menu principale |  Vai ai contenuti della pagina

AREE TEMATICHE

SERVIZI ONLINE

ALTRI SERVIZI

NEWSLETTER [n]



CENNI STORICI

"Pogliano, della provincia di Milano, ha il territorio frastagliato da amene ondulazioni ed appoggi di poco conto, viene bagnato dall’Olona..."

scrive l’Amati nel Dizionario Corografico.

Chiesa Parrocchiale S. Rita da CasciaNon abbiamo notizie precise sulla nascita di Pogliano, ma dai reperti archeologici rinvenuti possiamo dire che con molta probabilità il borgo esisteva già in epoca romana.
Una delle notizie più antiche che ci sono pervenute riguarda la chiamata a testimoniare, davanti al conte Sigfredo e al visconte Rotgero di Milano, di un certo Pietro Scavino di Pogliano.
Sappiamo poi che nel territorio di Pogliano aveva sede un beneficio tenuto dai preti Decumani (rettori delle allora undici Parrocchie della città di Milano).
Negli anni intorno al 1160, quando gli eserciti invasori giunsero in Italia, anche Pogliano non fu risparmiato da scorribande, ruberie e devastazioni.

A Pogliano vissero anche i Visconti, con il ramo della famiglia che discendeva da Anselmo Visconti, del quale leggiamo "Illustre Cavaliere celebrato nel 1075, siccome nobilissimo uomo che insieme con Ottone Visconti figlio di Eriprando, onorò Milano".

MunicipioUn altro Visconti, Ugone, venne seppellito a Pogliano nel 1200: era uomo importante della città di Milano, esercitante il diritto dello Stato di vigilare sul vettovagliamento della città da parte della campagna.

Palazzo Visconti, le cui fondamenta sono state riportate in luce in una zona del paese verso l’Olona, fu il rifugio di un altro Visconti, Matteo, che qui volle ritrovare la quiete (1302) dopo la pesante sconfitta che la sua famiglia subì contro i Torriani. Con il tramonto della nobile famiglia non termina però la presenza viscontea a Pogliano: ci sono tracce di loro presenza anche al tempo di S. Carlo.

Nel 1538, in epoca feudale, il comune di Pogliano esisteva, sotto il comando spagnolo; sempre in quell’anno risulta che Pogliano e Dairago furono ceduti in nome di Carlo V di Spagna, a Maggi Castellano, che poi lo vendette al marchese Grassi Francesco, che ne detenne la proprietà fino al 1747.
Il proprietario successivo fu il barone Sanz Gerolamo, che lo ebbe da un esponente della famiglia Grassi in conto di dote.

POGLIANO MILANESE: PAESE DEL "BOJA" Il BojaIn tutto il nord-milanese Pogliano, il nostro paese, è conosciuto come "il paese del boja" e i suoi abitanti vengono trattati con timore quasi reverenziale.
Fino a qualche anno fa, durante le processioni in occasione della festa del paese, lungo il percorso, sfilava una piccola statua raffigurante il diavolo, con tanto di mantello e corna.

Cerchiamo di andare alle radici di questa antica tradizione.
Il vocabolo "Boja" nei paesi della nostra zona è sempre stato sinonimo di demonio, diavolo, satana, insomma si identifica con la figura del maligno.
Inoltre il Boia nel passato era l’esecutore delle condanne a morte. Durante la signoria degli Sforza a Milano il Boia ufficiale fu un tale che era originario proprio di Pogliano e come era consuetudine a quei tempi, e fino agli inizi del Novecento, le persone venivano più facilmente riconosciute chiamandole col nome del paese di provenienza.
Così quel Boia milanese venne chiamato il "Pujian", e da allora le due parole diventarono sinonimi, e il nostro paese fu per tutti il "Paes del Boia".

I poglianesi non furono proprio felici di questo modo di dire e allora disturbati ed offesi da una nomea tanto brutta corsero ai ripari.
A loro volta chiamarono Boia il diavolo e per esorcizzarlo lo rappresentarono con le fattezze più brutte e lo posero lungo il percorso delle processioni religiose, specialmente durante la Processione in onore dei SS. Pietro e Paolo per la festa del paese nel mese di luglio.

Il personaggio fu materializzato in particolare da una scultura di legno da parte di un simpatico ed estroverso artista di Pogliano La statua fu costruita agli inizi del novecento, negli anni ’40, per ragioni sconosciute, la statua andò perduta in un incendio
Si pensò allora di ricostruire la statua ma, per far sì che non si potesse più bruciare, fu costruita in cemento dal Sig. Antonio Magistrelli (papà del nostro attuale Sindaco). Un opera monumentale, il Boia alto quanto un uomo adulto insieme al "bujet", piccolo demonietto che stava ai suoi piedi, solitamente attorno ai bracieri di un falò.

Per diversi anni la statua è stata esposta durante i giorni della festa del paese e ha fatto sempre il suo dovere alla grande, tanto che la notizia di una statua del boia che toglieva il malocchio ha fatto il giro del vicinato e ha dovuto affrontare anche alcune tournée ed una rapina.
Oggi la statua del boia viene esposta raramente durante la festa patronale ma non e’ più quella in cemento .